<> Comune di ROSOLINI - Guida a cura del Prof. Meli
       

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CONOSCI ROSOLINI
Ricerca storica e fotografica a cura del prof. Piero MELI

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COSA SAPERE

ROSOLINI STORIA E CULTURA

Rosolinesi molto noti

BIAGIO POIDIMANI
Biagio Poidimanilo scultore Biagio Poidimani nasce a Rosolini il 2 Gennaio 1910 e muore a Roma il 27 Agosto 2001. Fin da piccolo, guidato dal padre rinomato scalpellino, si dedica alla scultura. Giovanissimo si trasferisce a Roma dove, diplomatosi presso l’Accademia delle Belle Arti, apre uno studio in via Margutta. Motivi culturali e di lavoro lo costringono a un lungo soggiorno a New York dove, insieme a Marino Marini e Francesco Messina, rappresenta l’Italia in un ciclo di manifestazioni culturali. Rientrato in Italia, oltre a produrre molte opere di elevato valore artistico, si dedica all’insegnamento presso le Accademie di Napoli, Firenze, Bologna e Roma. Nel 1970 si stabilisce definitivamente nella capitale.
N el corso degli anni Biagio Poidimani firma opere di straordinario pregio artistico; suoi lavori sono esposti nelle più Ecce Homoqualificate mostre e gallerie nazionali e internazionali. Attualmente, numerose sue sculture sono ospitate in molti musei d’arte moderna in Italia e all’estero. A Siracusa troviamo le statue di bronzo: “Prometeo” posto nella zona archeologica, "Alfeo e Aretusa" collocata nell’omonima fontana, il busto marmoreo di "Mon. Baranzini" nella Cattedrale e altre varie opere sparse in diversi posti della città (p.zza Archimede, Campo Di Natale ecc.).
Rosolini, la città natale che lui amò tanto, possiede numerose sue opere, tra cui le principali: il “Redentore” presso l’orfanotrofio delle Suore di S. Anna, la testa “Ecce Homo” custodita nel circolo cattolico S. Giuseppe presso la Chiesa Madre, la stupenda opera in marmo bianco di Carrara, “Il dolore”, collocata sulla tomba della famiglia Bellomo, nel cimitero monumentale, il “Martire per la pace”, un bronzo che evidenzia un raro equilibrio dinamico, realizzato per il monumento ai caduti di tutte le guerre.
In ogni suo lavoro, lo scultore Biagio Poidimani ha riproposto in chiave moderna e con un taglio cristiano quel classicismo dell’arte greca e romana di cui si è sempre nutrito e si è formato. Uno scultore neoclassico, dunque, che ha saputo interpretare acutamente i gusti e la sensibilità dei suoi contemporanei.

CORRADO MINGO
Sua Ecc.za mons. Corrado Mingo Mons. Corrado Mingo nacque a Rosolini l’8 maggio 1901, morì a Mazara del Vallo (TP) mentre partecipava ai lavori della Conferenza Episcopale Siciliana, il 16 maggio 1980.
Corrado Mingo iniziò i suoi studi presso il seminario di Noto, continuandoli poi a Roma nella Pontificia Università Lateranense, dove conseguì a pieni voti la laurea in Filosofia e Teologia. Il 15 agosto del 1925 fu ordinato Presbitero e iniziò a insegnare Teologia Morale e Diritto Canonico, cattedra che occupò fino al 1929. Giovanissimo si trasferisce in Umbria, ad Assisi, dove presso il Seminario Regionale fu Docente di Teologia Morale e Diritto Canonico fino al 1938. Ritornato nella Diocesi di Noto, fu Arciprete Parroco della Chiesa Madre di Rosolini fino al 1950, insegnando contemporaneamente presso il Seminario di Noto. Nel dicembre del 1950, mons. Corrado Mingo vene eletto Vescovo di Trapani e nel febbraio dell’anno successivo, nella Chiesa Madre di Rosolini, fu consacrato per mano del cardinale Ernesto Ruffini.
Il neovescovo Corrado Mingo iniziò il suo sevizio pastorale nel marzo del 1951, nella piena consapevolezza dell’intenso lavoro che l’attendeva. Erano, infatti, gli anni del dopoguerra e gravi erano i danni, materiali e morali, lasciati dal secondo conflitto mondiale. Per lui fu un periodo d’intenso lavoro alla guida pastorale di quella Diocesi. Durante il suo apostolato istituì nuove parrocchie, furono restaurate diverse Chiese e vennero costruiti nuovi edifici per le attività parrocchiali.
Nel 1961 mons. Mingo fu promosso Arcivescovo Metropolita di Monreale (PA) e in questa sede egli visse gli ultimi anni della sua vita interamente dedicata, con profondo impegno, al sevizio della Chiesa.
Ora il suo corpo è sepolto nella Cattedrale di Monreale che lo vide, per tanti anni, umile servo di Dio.

CARMELA APRILE
ovvero "MADRE CARMELA"
La sua vita,Madre Carmela molto giovane la sua storia sono legate al Santuario del Sacro Cuore di Gesù di Rosolini, paese dove nacque il 25 aprile 1878 dai genitori Orazio e Giorgia Giamblanco. Appena diciottenne e analfabeta, andò sposa a Gioacchino Gennaro dal quale ebbe tre figli, due dei quali morirono in tenera età. Per motivi di lavoro il marito emigra ad Alessandria d’Egitto, dove improvvisamente muore. Carmela resta vedova a venticinque anni. Dopo questa dolorosa esperienza, provata dalla miseria, ha inizio il suo cammino di fede autentica, di completa donazione a Dio e a chi soffre.
La sua nuova vita iniziò con l’acquisto di un quadro da un rigattiere girovago, una modesta stampa tedesca del XIX secolo raffigurante il Sacro Cuore di Gesù.il quadro del Sacro Cuore portato in processione L’acquisto di tale opera, dotata di divini poteri, le sarebbe stato predetto da voci celestiali, durante una passeggiata, allorché avrebbe avuto la visione di un Cuore; tutto si sarebbe svolto secondo la profezia. Carmela, all’epoca ventisettenne, collocò il Quadro nell’unica stanza della sua piccola casa in via Tomaselli, oggi via Sacro Cuore, donatale da un benefattore. Fu approntato un altarino, e quella stanzetta divenne il luogo in cui si radunavano vicini e conoscenti per recitare il Rosario davanti all’immagine sacra. Diversi prodigi, intanto, si verificavano intorno a quel Quadro taumaturgico. Presto la casa fu meta di numerosi devoti, scettici, curiosi di ogni genere; molti chiedevano ed ottenevano grazie e guarigioni. Col diffondersi delle notizie, a quella umile abitazione pervenivano pellegrini anche da lontano. L’affluenza era tanta e tale che il parroco Vincenzo Sgadari pensò di trasformare la piccola casa in una Cappella e chiese al Vescovo di Noto, mons. Giuseppe Vizzini, l’autorizzazione di celebrarvi la S. Messa. Per madre Carmela che nel frattempo, pur non appartenendo a nessun ordine, aveva indossato gli abiti religiosi, non mancarono sofferenze e incomprensioni, tanto che fu costretta a lasciare Rosolini e a trasferirsi, con il suo Quadro, a Siracusa onde evitare le accuse che le venivano mosse. Innumerevoli furono le richieste e le petizioni rivolte anche alla Santa Sede affinché Madre Carmela ritornasse a Rosolini. Mons. Vizzini, dopo un sogno premonitore, nel 1938 si convinse ad autorizzarne il rientro insieme alle altre suore che, intanto, le si erano affiancate: Suor Serafina Rubbera e Suor Elena Aneli. Il piccolo Santuario dove veniva custodito il prodigioso Quadro venne ampliato, riattivato e il flusso dei fedeli ricominciò più numeroso di prima. Si racconta che Madre Carmela abbia predetto tanti fatti buoni e nefasti verificatisi, poi, durante la seconda Guerra Mondiale e si dice anche di tanti miracoli avvenuti per intercessione del Quadro da lei custodito.
Nel 1959 il Vescovo mons. Angelo Calabretta affida l’ormai vero e proprio Santuario, alle Monache dell’Ordine delle Visitatrici. Madre Carmela e Suor Colomba Scrivano, sua stretta collaboratrice, scelgono di non aderire ad alcun ordine, mentre Suor Serafina e Suor Elena accettano con gioia la Regola e la Costituzione della nuova Famiglia Religiosa.
la tomba di Madre Carmela  situata nella Cripta del SantuarioMadre Carmela avrebbe imparato misteriosamente a leggere e a scrivere lasciando un diario con le sue memori. Logorata dal peso degli anni si spense serenamente a Rosolini il 10 agosto del 1968 lasciando a tutti i fedeli il Santuario, il Monastero della Visitazione, la Casa della Fanciulla e altre opere pie. Madre Carmela, la grande Mamma di Rosolini, così era affettuosamente chiamata dai suoi paesani, è rimasta sempre legata al suo luogo natio, dando conforto e consolazione a tutti coloro che andavano a trovarla per avere da lei una parola buona e la speranza rafforzata dalla Fede. La fama della sua bontà ha così varcato i confini territoriali estendendosi ovunque, come risulta dalle testimonianze che, ancora oggi, pervengono al Santuario da tutte le parti del Mondo. A Rosolini madre Carmela Aprile è stata e resterà sempre una figura di donna che ha avuto del prodigioso. Le sue spoglie mortali riposano nella Cripta, ricavata da una antica cisterna, sottostante la Cappella del Sacro Cuore di Gesù, custodite dai rosolinesi e visitate giornalmente da pellegrini provenienti da ogni parte.


DANIELE SIPIONE

Sposato con tre figli, il dott. Daniele Sipione è nato a Rosolini il 20.08.1930. Conseguita la laurea in Giurisprudenza, ha lavorato come funzionario di Cancelleria presso la Pretura di San Daniele del Friuli, poi in altri uffici del Distretto della Corte d’Appello di Trieste e in fine come Cancelliere Dirigente dell’Ufficio di Sorveglianza del Tribunale di Udine, città dove tutt’ora vive.
Filantropo fin da giovane età, nel 1968, spinto dal costante desiderio di fare qualcosa per il prossimo, fonda l’Associazione “I Nostri Amici Lebbrosi”. I lebbrosi sono gli ultimi tra gli ultimi e proprio a questo triste primato di emarginazione egli vuole opporre un primato di amicizia. Daniele li definisce amici perché danno l’occasione di fare del bene, amici perché aiutano a uscire dalla morsa dell' egoismo educandoci alla fraternità.

All’inizio si trattò di una iniziativa che coinvolse amici e parenti, ma andò allargandosi sempre di più. Ben presto egli si rende conto che lebbra e sottosviluppo hanno gli stessi confini e che per lottare contro la lebbra bisogna allargare l’azione attraverso una politica di prevenzione, di educazione sanitaria e nutrizionale, di tutela dei bambini, di valorizzazione e promozione della donna. Con le offerte raccolte sono state realizzate numerose opere di assistenza e promozione umana: caseuna della tante opere realizzate dall' Associazione Amici dei Lebbrosi, scuole, dispensari e altre iniziative similari. Instancabile nella sua attività di missionario laico, egli effettua diversi viaggi nei paesi del sottosviluppo per testimoniare con la presenza fisica la volontà d’impegno dell’Associazione, per raccogliere documenti da esibire ai benefattori e per verificare di persona l’utilità e l’efficacia dei tanti progetti di cui l’Associazione è promotrice. Nel 1977 conosce personalmente Madre Teresa di Calcuttail benefattore Daniele Sipione insieme con Madre Teresa di Calcutta con la quale ha diversi incontri poiché da Lei è stato pienamente condiviso, incoraggiato e collaborato.

Le parole chiave che caratterizzano l’attività dell’Associazione sono centralità dell’uomo e rispetto della sua dignità, prevenzione e promozione attraverso l’istruzione, coinvolgimento dei beneficiati nell’ideazione e realizzazione dei progetti, trasparenza nell’amministrazione, scrupoloso rendiconto (a tutti i benefattori, che sono circa seimila), massima economia nelle spese di gestione (queste, infatti, non superano mai il 5% delle offerte: anche questo è un primato di Daniele).

Incessante lo sforzo e l’impegno profuso da Daniele Sipione nella sua opera umanitaria, meritando diverse cittadinanze onorarie, premi e vari riconoscimenti, dall’Italia e dall’estero; tra gli ultimi la nomina a Grande Ufficiale al merito della Repubblica e la Medaglia d’Oro al merito civile all’Associazione, da parte del Presidente della Repubblica. “Il buon Daniele”, così lo chiamano a Rosolini, che visita spesso, continua senza sosta il suo apostolato fatto d’amore verso chi soffre per combattere l’abbrutimento e le condizioni disumane in cui sono costrette a vivere milioni di persone. Il “globe-trotter della solidarietà”, come viene definito nel mondo, ha pagato duramente le conseguenze dell’infaticabile impegno e dei viaggi estenuanti“nei luoghi della lebbra” (48 fino ad oggi), contraendo malattie ed infezioni, tra cui la pericolosissima malaria perniciosa; ma questo non ha fiaccato il suo spirito tenace e battagliero. A settantadue anni continua, infaticabile, nel suo diuturno impegno.


Indirizzi per eventuali offerte:
Associazione “I nostri amici lebbrosi”ONLUS via Treppo, 1 - 33100 UDINE
Tel. 0432.508309 –Fax 0432.292238 c/c postale 14148332
c/c bancario 24767/64 – abi 05336 cab 12304
Banca Popolare Friuladria - Agenzia 601 via Vittorio Veneto, 21 - 33100 UDINE

 

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