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CONOSCI ROSOLINI
Ricerca storica e fotografica a cura del prof. Piero MELI

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COSA SAPERE

ROSOLINI STORIA E CULTURA

La vita religiosa

Il più antico luogo di culto a Rosolini, escludendo la basilica ipogeica del V sec. d. C., fu la cappella privata all’interno del palazzo Platamone - Moncada (u castieddu), dedicata alla Vergine Immacolata. Vi si accedeva dal suo interno o dal grande cortile che ancora oggi si apre all’inizio della via Immacolata. Nulla ne rimane, in quanto in gran parte demolita per i lavori di ampliamento della Strada Corte. Destinati ad altri usi ed obliterati i pochi avanzi.

La prima Parrocchia si costituì agli inizi del ‘700 attorno alla Chiesa del SS. Crocifisso. Il suo primitivo prospetto presentava la tipologia tipica del tardo barocco, semplice ed usuale nell’architettura dei piccoli centri che nascevano in Sicilia in quel periodo. Nel 1930 la Chiesa venne demolita e interamente riedificata sullo stesso sito. prospetto del achiesa del S.S. CrocifissoI maestri scalpellini locali ne fecero un vero gioiello d’arte, voluto dal parroco mons. Francesco Murana al quale si deve anche la costruzione dell’oratorio S. Domenico Savio. Allo zelante parroco F. Murana subentrò nella guida della parrocchia il pio ed affabile don Vincenzo Farieri, predecessore dell’attuale dinamico parroco don Luigi Vizzini.

La Chiesa Madre - EsternoLa Chiesa Madre. Il gesuita padre Ignazio Licciardello, cappellano a Rosolini presso la chiesetta dell’Immacolata, si fece promotore dell’edificazione di una grande chiesa nel paese che si andava popolando. L’allora feudatario don Francesco Moncada donò l’area dove venne edificato il tempio che oggi domina la piazza Garibaldi. La costruzione fu iniziata intorno al 1728 dall’architetto Pompeo Picherali. Durante la sua costruzione il progetto subì diverse trasformazioni e modifiche ad opera dei vari tecnici che si alternarono ai lavori, protrattisi per oltre un secolo.

La chiesa, ultimata nel 1840, risultò un insieme composito ed armonioso di stili. All’interno opere in stile barocco come l’organo e gli altari, compreso il maggiore; gotico il Coro, in legno di noce.

I parroci succedutisi dal 1820 ad oggi sono:
Vincenzo Lorefice, Carmelo Paternò, Sebastiano MalteseLa Chiesa Madre - Interno,Vincenzo Avveduto, cui successe nel 1875 la nobile figura del parroco Vincenzo Sgadari, seguito da don Corrado Cassar Scalia che, a sue spese, fece costruire l’oratorio Buon Pastore. Il successore di quest'ultimo fu Mons. Corrado Mingo, nominato nel 1950 Vescovo di Trapani e promosso, nel 1961, Arcivescovo Metropolita di Monreale. Gli successe l’arciprete Carlo Sigona, predecessore dell’attuale, coinvolgente parroco mons. Corrado Contarina.

 

 

S. Caterina in via Bellini Chiese molto modeste sono quelle di S. Caterina in via Bellini e quella del Cuore Immacolato di Maria.
S. Caterina, fatta costruire dal sacerdote Pasquale Savarino, fu completamente distrutta dai bombardamenti dell’ultimo conflitto mondiale. Ricostruita più spaziosa e più accogliente, con annesso orfanotrofio femminile gestito dalle Suore del Sacro Cuore di Ragusa, nel 1959 fu eretta a parrocchia. I parroci che si sono succeduti, dalla consacrazione ad oggi, sono stati pochi: padre Carlo Santacroce, il sac. Pietro Giarratana e l’attuale appassionato e propositivo parroco don Stefano Trombatore, autore di vari libri di carattere biblico. Egli e’ il promotore, della costruzione della nuova e moderna chiesa sita alla fine della via Sipione, prossima ad inaugurarsi.

 

Quella del Cuore Immacolato di Maria, edificata alla fine di una immaginaria continuazione della viaCuore Immacolato di Maria Immacolata, fu iniziata dai Rv. Padri Francescani ed intitolata inizialmente a S. Francesco. Ultimata a spese dello Stato, fu costituita in parrocchia nel 1959 dal Vescovo mons. Angelo Calabretta con l’attuale nome di Cuore Immacolato di Maria. I parroci succedutisi nella sua guida, dalla istituzione ad oggi, sono stati: padre Ardilio Liborio, molto amato dai fedeli e morto giovanissimo. Gli successe padre Luigi Xerri, a questi padre Giuseppe Di Rosa, sociologo molto impegnato, seguito dal colto padre Giuseppe Saletti, al quale subentrò l’attuale parroco don Bruno Carbone, dinamico e attento ai bisogni dei parrocchiani.
Sparse nel territorio rosolinese numerose e suggestive chiesette rurali, edificate nella prima metà del secolo scorso.
In contrada Carbonaro, nell’estrema punta del territorio denominato l’isola, troviamo la Chiesetta parrocchiale del SS. Salvatore, che domina dall’alto una delle tante bellissime cave degli Iblei.
Nell’altopiano modicano, contrada Commaldo Superiore, tra pascoli lussureggianti e maestosi carrubeti, la Chiesa di Maria SS. Di Fatima fa capo all’omonima parrocchia.
In contrada Cozzo Rose la chiesa rurale parrocchiale, dedicata alla Sacra Famiglia, è costruita in cima ad una collinetta dolcemente digradante, tra uliveti e mandorleti, nella Val di Noto. All’allora vescovo di Noto mons. Angelo Calabretta si deve, agli inizi degli anni ’50, l’elevazione a parrocchia di queste tre chiesette dell’agro rosolinese.


 

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