COSA
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Feste
- Sagre - Tradizioni
Sagra
dei maccheroni - Carnevale: Maschere e Carri
Rosolini,
città giovane, è tuttavia fedele a molte antiche usanze,
parte integrante della sua storia e della sua cultura.
Nel
mese di febbraio vi si tiene la “Sagra dei maccheroni
al sugo di maiale e della salsiccia arrosto”; si svolge
il giovedì grasso in piazza Garibaldi mentre impazza il veglione
del Carnevale con musiche, balli, maschere e concorsi
di carri allegorici con l’attribuzione di ricchi premi in denaro
offerti dall’Amministrazione Comunale. Gruppi
mascherati spontanei, fuori concorso, si divertono a stuzzicare
amici e conoscenti, evitando di farsi riconoscere e stimolando la loro
curiosità. Si verificano, così, situazioni molto divertenti
per chi sta dietro la maschera; piccole soddisfazioni che solo per Carnevale
sono concesse.
Non
capita tutti i giorni, infatti, dare delle pacche sulle spalle al capoufficio
despota, prendere in giro il burbero vicino di casa oppure beffeggiare
l’antipatico collega di lavoro. Allo scoccare della mezzanotte
del martedì grasso, tra fuochi d’artificio, viene bruciato
“carnaluvari”,
un pupazzo di cartapesta alto diversi metri. La serata si conclude con
l’immancabile tarantella Benericita Massa Paulu. Anche
ora, nei giorni che precedono il Carnevale, nelle famiglie si usa “cavare”
cioè fare “i maccarruna” (pasta cavata
cioè vuota all’interno).
I maccarruna sono piccoli ditali di pasta casereccia fatti a mano mediante
un fustello. Di questo primo piatto si fanno grandi abbuffate, unitamente
alla immancabile carne di maiale nel sugo, che viene usato per condirli
dopo averli sbollentati.
Durante la manifattura dei maccarruna, nelle case, ci si scambiano i
luminagghi o numinagghi indovinelli, spesso a doppio senso
per deviarne la soluzione e per divertire l’uditorio. Una sorta
di gara tra i familiari, nel saperli risolvere e nel raccontarne di
nuovi. Citiamo qualche esempio : Caminannu caminannu, ma vagghiu
tuccannu. Camminando camminando, me la vado toccando (soluzione:
La tasca dei pantaloni). I ravanzi m’accurza e i
rarrieri m’allonga. Di davanti mi si accorcia e di dietro
mi si allunga. (soluzione: La strada) e ancora, Pilu ccu
ppilu a notti si tuòccunu. Pelo con pelo la notte si toccano
(soluzione: Le ciglia degli occhi durante il sonno).