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CONOSCI ROSOLINI
Ricerca storica e fotografica a cura del prof. Piero MELI

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Feste - Sagre - Tradizioni

Sagra dei maccheroni - Carnevale: Maschere e Carri

Rosolini, città giovane, è tuttavia fedele a molte antiche usanze, parte integrante della sua storia e della sua cultura.

carri allegoriciNel mese di febbraio vi si tiene la “Sagra dei maccheroni al sugo di maiale e della salsiccia arrosto”; si svolge il giovedì grasso in piazza Garibaldi mentre impazza il veglione del Carnevale con musiche, balli, maschere e concorsi di carri allegorici con l’attribuzione di ricchi premi in denaro offerti dall’Amministrazione Comunale. Gruppi mascherati spontanei, fuori concorso, si divertono a stuzzicare amici e conoscenti, evitando di farsi riconoscere e stimolando la loro curiosità. Si verificano, così, situazioni molto divertenti per chi sta dietro la maschera; piccole soddisfazioni che solo per Carnevale sono concesse.

Non capita tutti i giorni, infatti, dare delle pacche sulle spalle al capoufficio despota, prendere in giro il burbero vicino di casa oppure beffeggiare l’antipatico collega di lavoro. Allo scoccare della mezzanotte del martedì grasso, tra fuochi d’artificio, viene bruciato “carnaluvari”, un pupazzo di cartapesta alto diversi metri. La serata si conclude con l’immancabile tarantella Benericita Massa Paulu. Anche ora, nei giorni che precedono il Carnevale, nelle famiglie si usa “cavare” cioè fare “i maccarruna” (pasta cavata cioè vuota all’interno).Manifattura a mano dei  "maccarruna" I maccarruna sono piccoli ditali di pasta casereccia fatti a mano mediante un fustello. Di questo primo piatto si fanno grandi abbuffate, unitamente alla immancabile carne di maiale nel sugo, che viene usato per condirli dopo averli sbollentati.
Durante la manifattura dei maccarruna, nelle case, ci si scambiano i luminagghi o numinagghi indovinelli, spesso a doppio senso per deviarne la soluzione e per divertire l’uditorio. Una sorta di gara tra i familiari, nel saperli risolvere e nel raccontarne di nuovi. Citiamo qualche esempio : Caminannu caminannu, ma vagghiu tuccannu. Camminando camminando, me la vado toccando (soluzione: La tasca dei pantaloni). I ravanzi m’accurza e i rarrieri m’allonga. Di davanti mi si accorcia e di dietro mi si allunga. (soluzione: La strada) e ancora, Pilu ccu ppilu a notti si tuòccunu. Pelo con pelo la notte si toccano (soluzione: Le ciglia degli occhi durante il sonno).

 


 

 

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