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CONOSCI ROSOLINI
Ricerca storica e fotografica a cura del prof. Piero MELI

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COSA VEDERE

Feste - Sagre - Tradizioni

Festa di S. Giuseppe

Statua di S. Giuseppe portata in processioneLa devozione per S. Giuseppe è talmente diffusa che si manifesta ovunque con svariate usanze.
A Rosolini era tradizione imbandire una ricca mensa, la“cena di S. Giuseppe”, a tre persone bisognose che in costume rappresentavano la Sacra Famiglia. Gesù Bambino portava sulla testa una corona e teneva in mano una sfera rappresentante il Mondo, Giuseppe reggeva un bastone fiorito recante in cima foglie di arance e nastri azzurri, la Vergine Maria indossava un manto celeste e una corona di alloro sul capo.

Il corteo, preceduto dalla banda musicale, arrivava in piazza con la Madonna e il Bambino in groppa ad un asinello guidato da Giuseppe. La Sacra Famiglia veniva fatta salire su un palco di legno appositamente allestito. offerte dei fedeliSu di esso una tavola imbandita con ogni ben di Dio e adornata con fili di edera, grappoli di arance e limoni, foglie verdi, fresie e fiori di campo aspettava i tre personaggi. Quando i tre Santi avevano finito di mangiare tutto ciò che potevano davanti alla folla che assisteva entusiasta, i banditori iniziavano a vendere i doni votivi offerti dai fedeli al Santo Patrono; tutto il ricavato della vendita veniva donato ai tre personaggi. Per questo motivo ogni anno, tra i poveri del paese, si veniva a creare una vera e propria competizione tra i candidati che dovevano impersonare la Sacra Famiglia. Tutti volevano partecipare, ed era difficile per la commissione scegliere, fra coloro che si proponevano, il più bisognoso; tanto che, tra gli aspiranti, si stabilirono dei turni da un anno all’altro.
Mentre la tradizione della “cena”è scomparsa, i doni votivi vengono ancora raccolti per essere venduti all’incanto. Il rituale inizia la mattina della festa, con un corteo di carri e cavalli addobbati, banda musicale in testa, che attraversa le vie cittadine per raccogliere le offerte: pane di S. Giuseppecucciddati” , dolci, primizie varie e animali da cortile (galletti, conigli, piccioni e così via).

sfilata di carretti sicilianiIn particolare, a Rosolini, a S. Giuseppe si offre, per sciogliere un voto, il frumento, che viene riposto in un magazzino. Depositato il grano con tutti gli altri doni, fino a qualche anno fa si dava inizio alla cavalcata votiva. Consisteva in una sfilata di tipici carretti siciliani addobbati che correvano, uno alla volta, lungo la via Manzoni cosparsa di “purrera” e gremita di folla sui marciapiedi, con le finestre e i balconi traboccanti di spettatori. Aveva luogo inoltre una corsa di cavalli con la coda e la criniera infiocchettata da nastri, “i scocchi” rigorosamente rossi e celesti e cavalcati “a barda” (senza sella). La cavalcata si svolgeva tra due ali di folla che si aprivano e si chiudevano al passaggio del carro o del cavallo al galoppo.
Questa sfida del pericolo da parte del devoto cavaliere e delle persone che assistevano, nella credenza popolare veniva offerta al Santo Patrono, e voleva essere un ringraziamento per la grazia ricevuta e un’ulteriore conferma della smisurata fede nella sua protezione.


 


 

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